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ATTENZIONE A COME SI CONSERVA LA CARNE A CASA

La salute a tavola inizia con la scelta di alimenti sani, di stagione e possibilmente a km zero. Ma una scelta intelligente non basta, una volta fatta la spesa, bisogna conservare gli alimenti nel modo giusto in modo da non alternarne il gusto e i principi nutritivi.

In particolare, la carne subisce in breve tempo una notevole perdita di freschezza e se non ben conservata, potrebbe essere soggetta ad un alto rischio di sviluppo di batteri, lieviti e muffe.

Facciamo innanzitutto chiarezza sulle varie tipologie di confezionamento.

Al supermercato siamo abituati a vedere la carne confezionata in vaschette protette da una fine pellicola. Si tratta del confezionamento ATM o ATP: all’interno delle vaschette vengono immessi gli stessi gas presenti normalmente nell’atmosfera che respiriamo (Azoto, Ossigeno, Anidride Carbonica) ma in concentrazioni diverse. Questa diversa concentrazione inibisce lo sviluppo dei microrganismi aumentando la durata della carne e lasciando inalterate le caratteristiche organolettiche come il gusto, il profumo e la consistenza.

La carne può essere confezionata anche sottovuoto. Questo tipo di confezionamento prevede che la carne venga inserita in una “busta” da cui appositi macchinari estraggono l’aria, sigillandola. Questo procedimento crea un ambiente ostile per i microrganismi che non possono moltiplicarsi e blocca di fatto l’avvio dei processi di deterioramento che alterano le caratteristiche organolettiche (aspetto esteriore, colore, aroma, sapore, consistenza) e l nutritive della carne.

Un ulteriore tipo di confezionamento è il c.d. “sottovuoto skin”. In questo caso, la carne viene posta in vaschette, ma si fa in modo che la pellicola aderisca completamente al prodotto, utilizzando la tecnica del sottovuoto per la conservazione. La pellicola diventa una seconda pelle per il prodotto, garantendone durata, caratteristiche organolettiche e soprattutto la qualità di presentazione al cliente.

Tutti i metodi di confezionamento appena descritti sono validi ed efficaci a patto che si rispettino alcune piccole regole:

  • Si deve sempre garantire la catena del freddo, perché i microrganismi tendono a moltiplicarsi più velocemente a temperature superiori a 5°;
  • La pellicola che avvolge la carne non deve essere forata;
  • Non tutti i tagli di carne sono uguali: la carne macinata e gli hamburger vanno sempre consumati nel più breve tempo possibile, mentre i tagli più grandi come gli arrosti possono durare fino a una settimana
  • Non tutti i tipi di carne hanno la stessa durata: la carne di pollo o tacchino andrebbe consumata entro 48 ore, la Carne di maiale entro 3-4 giorni, la Carne di manzo tagliata a fettine entro 3-4 giorni.
  • Tutti i tempi indicati si allungano molto, laddove interviene un processo di congelamento in freezer casalingo (temperatura -18°) o di surgelazione industriale (temperatura compresa tra -30° e -40°). In caso di congelamento, è bene ricordarsi di apporre sulle singole confezioni la data perché la carne congelata si mantiene per un periodo non superiore a 6 mesi e quando viene il momento di scongelarla, bisogna toglierla dal freezer e lasciarla in frigorifero per circa 12 ore, evitando di lasciarla a temperatura ambiente per troppo tempo.

Ci sono poi dei piccoli accorgimenti di conservazione casalinga, che si dovrebbero sempre seguire nella sistemazione della carne in frigorifero:

  • non si dovrebbe mai riporre la carne cotta vicino alla carne cruda: i cibi crudi potrebbero, infatti, contaminare quelli cotti;
  • parimenti non si dovrebbe mai riporre a contatto tra loro carni di diversa origine (pollo, maiale e manzo)
  • La carne deve essere sempre conservata in piatti coperti o contenitori idonei provvisti di coperchio
  • la carne cruda andrebbe posizionata nel ripiano più basso del frigorifero, subito sopra il cassetto per le verdure, perché in quella zona la temperatura è normalmente più bassa di circa 2 gradi ed è quindi più adatta alla conservazione della carne
  • “Dal frigorifero alla padella” è uno slogan che mal si adatta alla carne che, invece, deve essere sempre cucinata a temperatura ambiente, per non rischiare di ottenere un risultato bruciato all’esterno e troppo crudo all’interno. La carne andrebbe tolta dal frigorifero circa 1ora prima di cuocerla (sempre che la temperatura esterna non sia troppo alta);

Infine, se la carne è stata confezionata sottovuoto, ricordiamoci che prima del suo consumo è sempre bene toglierla dall’involucro, tamponarla con un panno pulito e lasciarla ossigenare, questo procedimento le permetterà di perdere l’odore più intenso e il colore leggermente sbiadito che sono caratteristici di questo tipo di conservazione.

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Ecco il Test che ti Aiuta a Capire se le Uova Sono Ancora Buone

Sul Corriere della Sera è uscito questo interessante test che ci aiuta a capire se le uova sono ancora buone. È vero, la maggior parte delle uova oggi riporta sul guscio la data di scadenza, ma è anche vero che quest’ultima alle volte non è più leggibile. Buttarle o cucinarle? Ecco come risolvere il dilemma.

L’odore
Prima di tutto i gusci d’uovo sono porosi. Ciò significa che se avete qualcosa con un odore forte nel frigo, le uova prenderanno col tempo sempre di più quel sentore. Quindi se le uova rimangono un paio di settimane in un ambiente maleodorante, anche se non sono andate a male, potrebbero avere un sapore non così piacevole.
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L’albume
Il livello del pH di un albume aumenta (diventa più alcalino) con l’invecchiamento e, montando i bianchi, le uova più vecchie si gonfieranno più velocemente rispetto a quelle fresche. La schiuma, però, collasserà più facilmente.
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Il test
Ma come capire la differenza tra un uovo fresco e uno andato a male senza fraintendimenti? Il metodo più semplice è un vero e proprio test: è sufficiente immergere un uovo in un contenitore d’acqua, meglio se profondo e trasparente, e osservare il suo comportamento.
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Quando è fresco
Quindi, se lasciando cadere l’uovo nel recipiente d’acqua questo si poggia sul fondo in orizzontale, allora significa che è freschissimo. Uova così fresche sono ottime da fare fritte o all’occhio di bue.
agricola - boccea - agricoltura - bio roma test se uova sono buone fonte corriere della seraNon così fresco
Se scende, invece, sul fondo inclinandosi leggermente vuol dire che è ancora fresco, ma ha circa una settimana. In questo caso è necessaria una cottura più lunga, come quella delle uova strapazzate.
agricola boccea - agricoltura - bio roma test se uova sono buone fonte corriere della seraAl limite
Se l’uovo precipita sul fondo ma durante la discesa resta fermo e non si inclina, significa che è al limite della commestibilità. Può essere ancora mangiato ma è necessario cucinarlo immediatamente. In questi casi preparatelo sodo (si pelerà meglio di uno fresco, per via della camera d’aria che col tempo si crea all’interno) in modo da non rischiare di mangiarlo parzialmente crudo.

Quando è andato a male?
Senza possibilità è invece l’uovo che immerso in acqua risale e galleggia sulla superficie. In questo caso va buttato.

Perché il test funziona
Il rimedio casalingo per capire la freschezza dell’ingrediente ha fondamenti scientifici: la ragione per cui questo test funziona è che ogni uovo ha una membrana sottile all’interno tra guscio e albume. Questa membrana forma una piccola sacca d’aria che con il tempo si espande creando del vuoto che permette all’uovo di galleggiare.
agricola boccea test se uova sono buone fonte corriere della seraFateci sapere come è andato.

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Cibi da Non Mettere in Frigorifero

La certezza è che i cibi conservati in frigo si mantengono meglio. Resteranno freschi più a lungo, non saranno attaccati da batteri e funghi. Manterranno intatti il gusto, il sapore, l’aspetto e la consistenza.
Ci sono però degli alimenti che usiamo comunemente che è meglio tenere lontani dal frigorifero di casa.

Ci sono due tipi di microorganismi che causano problemi:

  1. i batteri patogeni che si trovano nel cibo e che fanno ammalare;
  2. i batteri della decomposizione che cambiano l’aspetto, l’odore e il gusto degli alimenti.

Quando i cibi sviluppano agenti patogeni posso comunque avere un aspetto, un odore e un sapore normale ma essere pericolosi, mentre quando ci troviamo di fronte ad un prodotto rovinato non necessariamente questo ci farà ammalare.

Ecco una lista di cibi che non devono stare nel frigo di casa.

OLIO
Si solidifica inutilmente. Conservatelo in un luogo fresco e lontano dalla luce.

CAFFÈ
Il caffe sia in tazza, che in grani, che in polvere. Il caffè si comporta come una spugna e assorbe tutti gli odori del vostro frigo. Conservatelo al buio, lontano da odori, in un luogo asciutto e compratene poco per volta.

POMODORI
Il problema in frigo è che il freddo devasta la struttura della polpa del pomodoro e lo rende farinoso. Avete mai assaggiato un’insalata con pomodori un pò pastosi e molto insipidi? Conservateli all’aperto in una cesta e mangiate per primi quelli appena rovinati.
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PATATE – PATATE DOLCI
L’amido delle patate si rovina a basse temperature. Quindi si rischia che il raffreddamento le renda dolciastre o troppo forti di sapore; insomma, in genere il gusto peggiora. Conservatele in un sacchetto di carta al buio, al fresco e in luogo chiuso.

CIPOLLE
Come i pomodori tendono a diventare farinose e pastose se lasciate a lungo in frigo. In più dove la cipolla è stata tagliata il processo di essiccazione inizia comunque anche se  le incartate con la orrida pellicola. Inoltre le cipolle tagliate rendono maleodorante ogni luogo in cui vengono riposte. Riponetele in un sacchetto di carta al buio in un luogo chiuso.

AGLIO
L’aglio si deteriora velocemente in frigo. Ammuffisce e diventa quasi gommoso e molle. Ve ne accorgerete però solo quando taglierete lo spicchio. Conservatelo in un luogo asciutto e al buio come le cipolle.

BANANE
Se sono verdi e immature e le mettete in frigo non diventeranno mai dolci e buone. D’altro canto se sono già pronte per essere mangiate  ma non ne avete voglia allora è il caso di metterle in frigo. La buccia diventerà nera ma al’interno saranno ancora buone. Se le banane diventano nere,  sbucciatele e conservatele in freezer per preparare poi un gelato o un dolce.

AVOCADO
Mettere un avocado in frigo significa arrestarne la maturazione. Quando li acquistiamo son spesso duri ed è meglio lasciarli fuori perché diventino morbidi.
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AGRUMI
Le basse temperature possono interrompere il processo di maturazione e spesso rendono il colore della buccia meno vivido e con puntini neri. Inoltre all’interno la polpa è secca e insapore.

MELONI
I meloni vanno tenuti lontani dal frigo. Il melone conservato a temperatura ambiente manterrà il livello degli antiossidanti intatto. Mettetelo  in frigorifero una volta aperto.

MELE
Anche le mele perdono sapore in frigorifero e la struttura della polpa si rovina. Se le volete  croccanti e fresche mettetele in frigo mezz’ora prima di mangiarle.

MIELE
Il miele è un cibo che naturalmente si conserve bene e aiuta a conservare altri cibi. Metterlo in frigo incrementerà la velocità  la cristallizzazione dello zucchero e diventarà duro e difficile da prendere con un cucchiaio. Conservatelo a temperatura ambiente lontano dalla luce del sole.

PANE
Diventa duro e gommoso in frigorifero. Le basse temperature lo fanno diventare stantìo. Conservatelo in una cassetto o in contenitore adatto come un paniere.
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KETCHUP
Molte marmellate ricche di zucchero aggiunto, frutta secca, spezie e sottaceti si possono lasciare fuori dal frigo.

UOVA
Per quanto riguarda le uova c’è da sempre un dibattito aperto tra i fautori del frigo e quelli che lo aborrono. I puristi del gusto e della cucina sono contrari perché secondo loro si rovina il sapore e la qualità dell’uovo che dopo essere stato refrigerato non è più in grado di legarsi al meglio con altri ingredienti. I fautori del frigo hanno dimostrato che le uova si conservano molto più a lungo a basse temperature. Ognuno faccia come vuole.

Se si ha accesso a uova fresche di giornata sicuramente si possono conservare fuori dal frigo per almeno una settimana. Certo più la temperatura esterna si alza meno si conserveranno. Le uova temono molto anche il movimento e l’essere sballottate. Quindi la porta del frigo non è il luogo più adatto. L’ideale è una temperatura costante che sia al di sotto dei 20°. Del resto spesso nei negozi le uova le troviamo fuori dal frigo.

E ora cosa  mettiamo nello spazio che si è liberato nel nostro frigorifero?

Anna