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Cosa ci può Dire la Presenza di Pesticidi Nella nostra Urina Riguardo al Cibo Biologico?

Cosa ci può Dire la Presenza di Pesticidi Nella nostra Urina Riguardo al Cibo Biologico?

Questo studio ci aiuta a rispondere alla domanda se veramente vale la pena acquistare cibi coltivati secondo un metodo biologico.

Andreina Febres è la madre di due bambini e vive a Oakland, in California, e insieme ad altre tre famiglie, si offerta volontaria per una ricerca che si proponeva di valutare se una dieta a base di cibo biologico potesse realmente influenzare la presenza di residui di pesticidi nel corpo umano. Per prima cosa hanno scoperto che la presenza di queste sostanze nelle urine era più che tracciabile. Poi hanno anche scoperto che dopo solo sei giorni in cui si erano nutriti con prodotti esclusivamente da coltivazioni biologiche, in ogni singola persona che partecipava allo studio, era stato riscontrato un importante calo di queste sostanze, alcune delle quali erano state collegate all’incremento del rischio di autismo, cancro, Parkinson, infertilità e altri importanti danni alla salute. “È stato veramente una bella cosa vedere come solo dopo una settimana il livello di queste sostanze si sia ridotto”, ha commentato Febres dopo aver consultato i risultati. “Sarebbe fantastico eliminare del tutto questi pesticidi sia dal mio corpo che da quello dei miei famigliari!” Questo è il breve riassunto di un recente studio che sicuramente può aiutarci a rispondere alla domanda che molti si pongono riguardo all’acquisto di cibo organico rispetto a quello proveniente da agricoltura convenzionale. Il risultato è che c’è una bella differenza. Scegliere alimenti biologici può realmente proteggerci dall’esposizioni alle sostanze tossiche presenti nei pesticidi comunemente utilizzati.

Questo studio è stato condotto da ricercatori dell’università della California e di Berkley insieme all’associazione di Friends of the Earth-US (Amici della Terra USA). Per due settimane sono state monitorati gruppi di quattro famiglie in tutto il territorio USA. La prima settimana le famiglie hanno mangiato tranquillamente la loro dieta usuale utilizzando cibo da agricoltura convenzionale. La settimana successiva hanno mangiato esclusivamente cibi biologici. I campioni di urina sono stati testati sia per le molecole dei pesticidi che per i metaboliti risultanti dalla loro decomposizione. Il risultato? Dei 14 prodotti testati, ogni singolo membro delle famiglie ne aveva accumulato quantità apprezzabili. Appena le famiglie sono passate alla dieta bio, i livelli di queste sostanze sono diminuiti drasticamente, in media di circa della metà dalla prima misura. Sono state trovate tracce di Malathion. Secondo l’istituto mondiale della sanità si tratta di un probabile carcinogeno. Fa parte di una famiglia chiamata organofosfati che da tempo sono considerati un motivo di preoccupazione per la salute umana perché impattano sullo sviluppo del cervello nei bambini.

Gli organofosfati nascono come agenti nervini durante la seconda guerra mondiale e sono stati collegati, negli anni a seguire, alle crescenti percentuali di autismo e disabilità di apprendimento nei bambini. I cloro parti organofosfati sono sostanze loro collegate e sono oggetto di preoccupazione per la salute pubblica. L’EPA (Environmental Protection Agency) ne aveva programmato l’interdizione dal 2017 ma il provvedimento è stato lasciato cadere dall’amministrazione Trump. Le Haway ne hanno decretato il bando dal 2018 e la deputata Nydia Velasquez ha preparato un disegno di legge federale per proibirne l’uso.

Quando si sceglie di acquistare prodotti biologici si ha la garanzia che queste sostanze pericolose non sono utilizzate per la crescita dei raccolti.

Esistono circa 900 pesticidi sintetici negli USA e negli altri paesi utilizzati nell’ agricoltura convenzionale.  Molti di questi prodotti sono sospettati di causare tumori e infertilità e di influenzare il sistema ormonale del corpo. Sembra siano in grado di procurare alterazioni che portano allo sviluppo ritardato dei bambini, al Parkinson o all’Alzheimeir quando si invecchia.

Gli studi dimostrano che utilizzando cibi biologici non si entra in contatto con queste sostanze nocive. Cibi organici per tutti allora? È forse una richiesta troppo radicale? Purtroppo non basta fornire le informazioni necessarie alle persone. Molti non hanno in realtà la possibilità di scegliere sia per ragioni economiche che per scarsità di approvvigionamento. Miliardi di dollari e di euro provenienti dalle nostre tasse sono purtroppo ancora spesi per sovvenzionare un agricoltura intensiva che utilizza quantità di sostanze chimiche sia per crescere i cereali, la frutta e le verdura che mangiamo sia per tenere in piedi gli allevamenti intensivi.

In Europa i progetti agro-ecologici cominciano ad essere valutati e finanziati; negli USA sono scarsamente considerati. Questa prassi vuol dire indirizzare i soldi pubblici in modo errato. Ed è una delle ragioni principali per cui il cibo proveniente da agricoltura biologica non è disponibile per tutti.

In una società come quella degli odierni paesi sviluppati e non solo, nessuno dovrebbe essere troppo povero per poter vivere; nessuno dovrebbe essere troppo povero per non potersi permettere del cibo sano coltivato senza sostanze tossiche. Lo stato potrebbe invece finanziare agricoltori e comunità che sono impegnate nella produzione agricole virtuose.

La salute non dovrebbe essere condizionata dal reddito, dall’educazione, dalla razza, dal genere o dalla provenienza geografica. Tutti dovrebbero aver diritto di poter acquistare cibo sano.

Questo articolo è apparso la prima volta su Guardian con il titolo “What the pesticides in our urine tell us about organic food. È firmato da Kendra Klein e Anna Lappé. Kendra Klein fa parte del gruppo scientifico di Friends of the Earth-US, un’organizzazione americana che promuove un mondo più sano e più giusto. Anna Lappé è una scrittrice e codirettore di Real Food Media. Insieme hanno collabarato a Organic for All.

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