Evviva il Bio. Perchè è Vita!

Evviva il Bio. Perchè è Vita!

Negli ultimi mesi stanno diventando frequenti gli attacchi all’agricoltura biologica e in particolare al metodo biodinamico. Nel servizio trasmesso dal programma Rai “Basta la salute” intitolato “Bufale e pregiudizi“ si propone un spiegazione della biodinamica basato esclusivamente sul racconto di pratiche definite pseudomagiche, senza dar rilievo alle tecniche agronomiche assai virtuose, e che fanno  parte di questo metodo.

Il 15 febbraio un comunicato stampa dell’Università di Pisa e della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna, diffuso su tutti i media nazionali, ha affermato che il mais OGM non comporta alcun rischio per la salute umana, animale e ambientale. In realtà nel testo del comunicato non si riporta alcun dato a supporto di questa affermazione, evidenziando piuttosto l’intento di propagandare le migliori prestazioni produttive del mais transgenico e di convincere i consumatori della sua superiorità rispetto alle varietà non modificate geneticamente.

Un articolo sul sito Agronotizie mette in discussione quanto sia lecito  il finanziamento della ricerca nel campo dell’agro-ecologia. Il Mipaaf e il Crea hanno siglato un accordo, nel quale sono definite le ricerche in materia di agricoltura biologica . La preoccupazione è che parte di questi fondi vengano utilizzati per studiare alcune pratiche utilizzate nell’agricoltura biodinamica. L’autore discute il fatto che ci si occupi di biodinamica e agro-ecologia in quanto le ritiene pseudoscienze e non metodi di coltivazione . Mi domando invece se l’agricoltura convenzionale e anche biologica sono scienze esatte.

Non sono una scienziata ma ho studiato agronomia presso una delle più quotate università di agraria americane, finanziata dall’agroindustria, la Texas A&M University all’inizio degli anni ottanta, e ho studiato tanta chimica ma anche biologia e fisiologia delle piante e degli animali, e molto sui suoli. Ho seguito le aziende di famiglia mettendo in pratica quello che avevo studiato. Sul campo, a mie spese, e sulla pelle di chi lavorava, ho realizzato quanto perverso fosse questo sistema.

Voglio provare a spiegarvi perché da agricoltore del ventunesimo secolo ho trovato vantaggioso coltivare la mia terra con il metodo biodinamico.

Concimi, diserbi, anticrittogamici sono molto costosi, e molto fastidiosi e pericolosi, e anche difficili  da distribuire sui campi coltivati perché tossici per l’uomo al contatto diretto. L’utilizzo continuo di questi prodotti ha depauperato i terreni; la sostanza organica controllata tramite le analisi di laboratorio era scarsissima nelle mia terra. L’utilizzo eccessivo dei concimi azotati indebolisce la salute delle piante, la loro resistenza alle malattie e favorisce l’allettamento delle culture. L’efficacia dei diserbi e degli anticrittogamici dipende comunque dall’andamento stagionale. La struttura e la fertilità dei suoli è compromessa. E pensare che  la “ scienza” considera la sostanza organica in forma di humus l’elemento principe della fertilità di un terreno.

Ho deciso, quindi, di adottare tecniche di lavorazioni agricole con attrezzature e modalità che limitano l’erosione dei suoli. Semino i  sovesci che sono culture che permettono di ripristinare la sostanza organica nei terreni senza l’apporto di sostanze chimiche, contemporaneamente migliorano, con il lavoro delle radici, la struttura del terreno, e aiutano anche ad eliminare le infestanti. Le rotazioni culturali favoriscono il mantenimento della fertilità dei suoli e aiutano a limitare i danni alle colture dovuti alle erbe indesiderate e ai parassiti specifici di ogni specie.

Ho introdotto il pascolamento controllato e regolato dei bovini, che arricchisce il suolo di sostanza organica e migliora l’accrescimento dei prati. Quando si rompono i prati, per rinnovarli si ottengono  cereali di grande qualità. Con Il Crea stiamo portando avanti uno studio che in parte è finanziato dall’Azienda Agricola Boccea. Uno studio sull’ingrasso dei bovini alimentati ad erba (pascolo e fieni). Mi riferisco a chi critica l’utilizzo dei fondi comunitari per lo studio delle pratiche agro-ecologiche e biodinamiche.

In tutto il mondo si sta sviluppando un grandissimo interesse sull’allevamento dei bovini, degli ovini e dei suini al pascolo. E la ricerca si concentra sullo sviluppo di modelli di pascolamento che favoriscono l’incremento dell’humus, il mantenimento e il miglioramento del cotico erboso, la riduzione di emissione di CO2 e la cura della salute dell’animale nel rispetto della sua etologia.

La potatura annuale e le tecniche di potatura degli olivi come il vaso policonico favoriscono  l’esposizione al sole della vegetazione e contribuiscono alla diminuzione delle malattie fungine. L’inerbimento perenne dell’uliveto con essenze varie, tra cui le straordinarie leguminose, mantiene la struttura e la fertilità del terreno e riduce le spese di coltivazione.

La raccolta anticipata riduce moltissimo il danno della mosca olearia. Nell’orto utilizziamo attrezzature all’avanguardia per il diserbo meccanico  e il letame compostato per fertilizzare i terreni. ll preparato biodinamico 500 fatto con il letame di vacca messo a maturare nei corni durante l’inverno produce una sostanza che si è rivelata un concentrato di microorganismi.

La diluizione in acqua tramite un accurato processo di mescolamento a temperature che favoriscono la duplicazione dei microrganismi si è rivelato una sorpresa che aiuta a incrementare la sostanza organica nel suolo. Forse favorisce la decomposizione dei residui vegetali. Funziona. Studierei meglio il processo per trovare altre soluzioni su come prepararlo piuttosto che liquidarlo come pratica pseudomagica. Lo stesso vale per il 501  che si da in fase di accrescimento. L’effetto che abbiamo notato è una crescita vigorosa e una maggiore resilienza delle piante . Studiamone i motivi.

Non seguo i pianeti per le semine perché mi preoccupo prima del tempo meteorologico, ma seguo le fasi lunari quando pianto o semino nel mio orto. Perchè riderne? Funziona, e chi coltiva la terra lo sa. La luna regola le maree e non è forse ragionevole che possa anche influenzare il movimento all’interno del sistema vascolare delle piante dove anche la gravità oltre ai processi respiratori ha un ruolo? È fisiologia, non magia.

Studiamo la natura,cerchiamo di capirne i meccanismi. Più che cercare di intervenire maldestramente, cerchiamo di favorire un sistema resiliente. Non prendiamo in giro chi attraverso un’osservazione accurata, seppur ignorandone i meccanismi, ha sempre fatto questo mestiere.

La così detta “infallibile scienza” della chimica agricola non ha portato solo benefici ma anche tanti problemi fisici a chi lavora e a chi si nutre. È responsabilità dei sistemi di allevamento industriali in cui gli animali maltrattati sono considerati mere macchine biologiche, e per decadi hanno irresponsabilmente favorito un degrado ambientale che pesa nella tasche di tutti i cittadini.

Ho scelto questo mestiere per passione e oggi è diventata una missione. Non mi considero una persona che guarda al passato. Vivo, oggi, su questo pianeta e voglio vivere in un luogo sano, dove gli animali sono trattati da animali e dove posso respirare aria buona; dove posso produrre cibi di cui vado fiera.

Non voglio inquinare perché non voglio che la comunità paghi per pulire quello che io ho rovinato con le deiezioni animali e il percolamento dei concimi. Voglio che le persone vengano a vivere vicino alla mia azienda perché è un luogo salubre dove l’aria profuma invece che puzzare, dove il bello è per tutti. Voglio produrre senza sfruttare chi lavora.

La scienza dovrebbe studiare come fare a mantenere un luogo pulito, sano e bello; come far mangiare tutti senza sprechi. Buttiamo circa il 40% del cibo prodotto ogni anno nel pianeta. La scienza economica potrebbe studiare modelli di produzione e distribuzione per far sì che questo non avvenga. Un sistema di produzione virtuoso, locale e agro-ecologico, potrebbe rispondere a questa necessità. Ma è un sistema lontano dalle strategie delle grandi compagnie e industrie multinazionali, dove i numeri contano più del benessere e della qualità.

Non voglio andare contro il progresso ma cercare il progresso. E se invece fossero proprio le grandi compagnie, originate all’inizio del ventesimo secolo, a voler proporre un modello di sviluppo obsoleto , antiscientifico e legato soltanto alla loro sopravvivenza?

Anna

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